Mutui imprese agricole femminili: dalla manovra 15 milioni per il bando Donne in campo

La Manovra 2021 stanzia 15 milioni di euro per Donne in campo, il regime di aiuto istituito dalla legge di Bilancio 2020 per la concessione di mutui a tasso zero fino a 300mila euro a favore dell’imprenditoria femminile in agricoltura.

Il testo della legge di Bilancio 2021 pubblicato in Gazzetta ufficiale e in vigore dal 1° gennaio rifinanzia la misura gestita da ISMEA a sostegno delle imprenditrici agricole.

Finanziamenti alle imprese agricole femminili confermati dalla manovra 2021

L’agricoltura è tra i settori con la più alta percentuale di occupazione femminile. Le imprenditrici agricole in Italia sono oltre 200mila, circa il 28% del totale. Una quota consistente di queste imprese è guidata da giovani donne under 35, con punte particolarmente elevate in alcuni settori, come l’ortofrutta, dove l’occupazione femminile sfiora addirittura il 70%.

Un trend da sostenere, secondo il Mipaaf, alla luce delle sfide che interessano il settore, dalla maggiore sostenibilità, anche attraverso l’agricoltura di precisione, alla diversificazione del reddito, ad esempio mediante l’agricoltura multifunzionale. Sfide che richiedono nuove competenze, spirito di iniziativa e creatività.

In questa direzione va la misura Donne in campo, a sostegno all’imprenditoria femminile in agricoltura, introdotta dalla legge di Bilancio 2020 con una dotazione di 15 milioni di euro e rifinanziata dalla Manovra 2021 con altri 15 milioni.

Quali requisiti devono avere le imprese femminili per ottenere i mutui

A beneficiare di Donne in campo sono le micro, piccole e medie imprese, in qualsiasi forma costituite, che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento di aziende agricole, attraverso investimenti nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Alla data di presentazione della domanda, le imprese devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • a) essere regolarmente costituite ed iscritte nel registro delle imprese;
  • b) esercitare esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’art. 2135 del codice civile;
  • c) essere amministrate e condotte da una donna, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola ovvero, nel caso di società, essere composte, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, ed amministrate, da donne, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola;
  • d) avere sede operativa nel territorio nazionale;
  • e) essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • f) non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • g) non rientrare tra le imprese in difficoltà.

Che tipo di progetti possono essere finanziati

Per accedere ai finanziamenti i progetti devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi:

  • miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o mediante miglioramento e riconversione della produzione e delle attività agricole connesse;
  • miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali, purché non si tratti di investimenti realizzati per conformarsi alle norme già previste dall’Unione europea;
  • realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.

I progetti non possono essere avviati prima della presentazione della domanda e devono concludersi entro ventiquattro mesi dalla data di ammissione alle agevolazioni.

Le spese ammissibili spaziano dalla realizzazione di studi di fattibilità alle opere edilizie per la costruzione o il miglioramento di beni immobili, dall’acquisto di terreni alla formazione specialistica di soci e dipendenti coinvolti nella realizzazione del progetto.

Quali sono le caratteristiche dei finanziamenti agevolati

Per la realizzazione dei progetti è prevista la concessione di mutui a tasso zero, della durata minima di cinque anni e massima di quindici anni, comprensiva del periodo di preammortamento.

L’importo dei finanziamenti non può essere superiore a 300mila euro, né superare il 95% delle spese ammissibili.

L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento, comprensivo dell’IVA, apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie oppure mediante un ulteriore finanziamento esterno pari almeno al 20% delle spese ammissibili complessive.

Il mutuo agevolato deve essere assistito da garanzie per l’intero importo concesso, maggiorato del 20% per accessori e per il rimborso delle spese, acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare.

In particolare, si potrà ricorrere a:

  • iscrizione di ipoteca di primo grado acquisibile sui beni oggetto di finanziamento oppure su altri beni del soggetto beneficiario o di terzi;
  • in alternativa o in aggiunta all’ipoteca, a prestazione di fideiussione bancaria o assicurativa, sino al raggiungimento di un valore delle garanzie prestate pari al 120% del mutuo agevolato concesso.

Prevista, infine, la stipula di polizze assicurative sui beni oggetto di finanziamento, secondo le modalità ed i termini che saranno stabiliti nel contratto di mutuo agevolato.

Come richiedere i mutui a tasso zero a ISMEA

Per accedere ai finanziamenti agevolati è necessario presentare domanda attraverso il portale dedicato disponibile sul sito Ismea

Alla domanda dovranno essere allegati:

  • le autocertificazioni relative all’impresa corredate da documento di riconoscimento in corso di validità dell’imprenditrice agricola;
  • la documentazione attestante la qualifica IAP o Coltivatrice diretta e relativo certificato della posizione INPS;
  • la relazione notarile riguardante eventuali beni dati in garanzia, ovvero lettera di disponibilità alla concessione della garanzia fidejussoria;
  • lo studio di fattibilità, il cui format è disponibile nella sezione dedicata del sito web, e relativa alla documentazione tecnica (preventivi e computi metrici delle opere da realizzare e/o macchinari da acquistare).

FONTE: FASI BIZ